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Mercato immobiliare italiano: dove comprano gli stranieri

L’incertezza economica che regna nei mercati di molte zone del mondo, sta provocando grossi scossoni alle casse di diverse nazioni europee. La situazione della Grecia è sotto gli occhi di tutti da tanto tempo, in questi giorni anche la Spagna è dovuta ricorrere all’aiuto dell’Europa per rifinanziare le casse delle banche e molti osservatori internazionali indicano proprio nell’Italia la prossima nazione a rischio. Si è ventilata anche l’ipotesi di un ritorno alla moneta nazionale e, esattamente come sta accadendo in Grecia, questo comporta una situazione di stallo nel mercato immobiliare, soprattutto da parte degli investitori stranieri che, se realmente si tornasse alla lira, vedrebbero il loro potere di acquisto aumentare. Indipendentemente dai se e dai ma, quale è la reale appettibilità degli immobili italiani per gli acquirenti stranieri? Ecco di seguito la situazione attuale elaborata dall’ Ufficio Studi di Immobiliare.it

Gli stranieri che comprano in Italia

Una vecchia barzelletta comincia così: “c’erano un francese, un tedesco e un inglese”. La stessa tripletta potrebbe adattarsi perfettamente all’immagine degli acquirenti che, da altri Stati, arrivavano in Italia per investire nel mattone. Storicamente Francia, Germania e Regno Unito sono state le prime nazioni ad interessarsi al nostro mercato immobiliare, anche se con mete sostanzialmente diverse. I tedeschi, iper razionali anche quando si tratta di seconde case, hanno acquistato le loro dimore italiane in zone in cui potessero essere molto sfruttate; i laghi del nord italia e, in un secondo momento la riviera romagnola hanno attirato i primi investimenti, mentre oggi le scelte tedesche cominciano ad essere diverse. Alla Riviera Adriatica (che raccoglie ancora oltre un quarto delle ricerche di immobili italiani fatte da cittadini tedeschi) si sono affiancate la costa sottomarina del Veneto (il 23% delle richieste tedesche si concentra in questa area) e quella ligure (17%), mentre in tempi molto recenti hanno cominciato a suscitare grosso interesse presso gli acquirenti tedeschi sia il Conero marchigiano (5%, appena un punto percentuale sotto al Lago di Garda) e il Salento (4%). Nel 47% dei casi l’investimento tedesco nel mercato immobiliare italiano si orienta nella fascia di spesa compresa fra i 200.000 e i 300.000 euro, ma un nuovo tipo di acquirente sembra farsi strada e, nel 13% dei casi, il tedesco che vuole comprare in Italia non vuole una casa, ma un casale.

Stesso identico budget di acquisto anche per i nostri “cugini” francesi che, però, continuano a preferire innegabilmente la vicina Liguria. Fra Ponente e Levante si concentra il 21% delle richieste provenienti da questa nazione, al secondo posto nelle preferenze degli acquirenti made in France la Toscana (11%) e terza una meta molto specifica: Roma. La capitale italiana è il lugo in cui vorrebbe comprare casa il 5% degli investitori francesi.

I sudditi di Sua Maestà Elisabetta II hanno ormai costituito in Italia una vera e propria minoranza. Soprattutto in Toscana e nel centro Italia sono numerosissimi, tanto da far definire la zona collinare compresa fra le province di Siena e Firenze il Chiantishire. Nessuna sorpresa, quindi, se è la Toscana a raccogliere il 29% delle richieste inglesi distaccando di misura due bellissime città d’arte: Venezia (19%) e Roma (18%). Curiosamente, appena fuori dal podio delle mete ambite dagli inglesi non c’è un’altra città d’arte, ma Milano che raccoglie il 16% delle ricerche di immobili fatte da cittadini britannici. La sterlina sembra godere di buona salute e, viste anche le aree su cui si concentrano, il budget che stanziano gli inglesi per comprare casa in Italia è compreso fra i 300.000 e i 500.000 euro.